La Pensione


La pensione è una obbligazione, ovvero un rapporto tra ente creditore e cittadino, che consiste in una rendita vitalizia o temporanea corrisposta ad una persona fisica in base ad un rapporto giuridico con l’ente o la società che è obbligata a corrisponderla per la tutela del rischio di longevità o di altri rischi. Per pensione si intende la remunerazione post-lavorativa erogata ai lavoratori successivamente alla conclusione della loro attività di lavoro con debita richiesta. In Italia la pensione è nella maggior parte dei casi pubblica, erogata cioè dagli enti di previdenza statali come INPS, INPDAP, ENPALS.

La pensione non è altro che la somma accumulata mese per mese durante la vita lavorativa attraverso il versamento obbligatorio dei contributi previdenziali visibili ogni mese in busta paga. I contributi versati dal lavoratore sono visibili all’interno della busta paga, mentre quelli versati dal datore di lavoro non saranno visibili.

 

Pensione di invalidità

Questo contributo viene erogato ai soggetti che si trovano in condizioni fisiche tali da determinare l’esistenza di una invalidità. Sotto il termine pensione di invalidità si annidano tante e diverse prestazioni previdenziali e assistenziali erogate dall’Inps. Tale prestazione di natura assistenziale è appannaggio di invalidi civili totali e parziali, i ciechi e i sordomuti. Il requisito necessario per ottenere questa pensione è un’invalidità permanente come una riduzione della capacità lavorativa di almeno il 66%, non inferiore a due terzi, e con un minimo di 5 anni di contributi obbligatori di cui almeno 3 nel quinquennio precedente la data di presentazione della domanda.

A chi spetta? Ai lavoratori dipendenti, ai lavoratori autonomi come artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri e ai lavoratori iscritti ad alcuni fondi pensioni sostitutivi ed integrativi dell’assicurazione generale obbligatoria.

 

La pensione anticipata

E’ stata introdotta con la riforma Monti – Fornero, la pensione anticipata è uno strumento previdenziale che ha sostituito la pensione di anzianità. Grazie a questa novità sarà possibile uscire in modo anticipato dal mondo del lavoro, anche non avendo raggiunto l’età pensionabile, purchè il lavoratore abbia versato un numero elevato di contributi.

  • Per gli uomini è richiesto il versamento di 42 anni e 10 mesi di contributi per gli anni dal 2016 al 2018 e 43 anni e 2 mesi per gli anni dal 2019 al 2020.
  • Per le donne è richiesto il versamento di 41 anni e 10 mesi per gli anni dal 2016 al 2018 e 42 anni e 2 mesi per gli anni dal 2019 al 2020.

 

La pensione di vecchiaia

Nel corso degli anni ha subito numerosi cambiamenti ed ha aumentato la sua soglia di accesso. L’ultima riforma dettata dalla legge Fornero nel 2011, DL 201/2011, ha inasprito in generale i requisiti di accesso fissandoli a minimo 20 anni di contribuzione e 66 anni di età per donne del pubblico impiego e uomini, 62 anni per donne del settore privato, 63 anni e 6 mesi per donne lavoratrici autonome, 66 anni per gli uomini, sia dipendenti che autonomi, e per le lavoratrici del pubblico impiego. Anche il sistema retributivo ha subito un notevole cambiamento, tale per cui le pensioni non verranno più calcolate attraverso gli ultimi stipendi versati ma in base ai versamenti effettuati del lavoratore.

 

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12 04 2007 Brescia Inps cartelle previdenziali istituto nazionale previdenza sociale Ph.FotoLive Ettore Ranzani

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