La causa per usucapione


Il Codice civile intende per usucapione il modo di acquisto della proprietà o di altro diritto reale a seguito del possesso pacifico, non violento e ininterrotto di un bene mobile o immobile per un determinato periodo di tempo stabilito dalla legge. E’ un metodo di acquisto a titolo originario del diritto di proprietà e degli altri diritti reali opposto che avviene per cause contrapposte alla prescrizione. Il diritto di usucapione si acquisisce per il trascorrere del tempo accompagnata da un’attività svolta da un soggetto su un bene su cui grava un diritto reale altrui; questa attività è il possesso.

L’usucapione risponde all’esigenza di eliminare le situazioni di incertezza circa l’appartenenza dei beni, in presenza di una consolidata situazione di fatto, qual è il possesso di un bene protratto per un certo tempo, di conferire certezza ai rapporti giuridici, di dare più valore ai beni immobili elargendoli in proprietà a chi se ne prende cura rispetto a chi, sebbene risulti dalle carte come legittimo proprietario, di fatto non se ne interessa.

Possono essere usucapiti sia i beni mobili che i beni immobili.

In via figurata è come se il possessore assorbisse il diritto reale altrui, quando il suo titolare non faccia nulla per farlo valere nel periodo stabilito dalla legge, disinteressandosi completamente della situazione.

Il possesso per usucapione deve avere determinate caratteristiche:

  • Deve essere continuato e non interrotto: è interrotto quando il possessore è stato privato del possesso per oltre un anno;
  • Deve essere pacifico e pubblico: non acquistato cioè in modo violento o clandestino, per esempio con appropriazione indebita o impedimenti e barriere per il reale proprietario;
  • Deve essere inequivoco: deve cioè consistere in modo né dubbio né incerto nell’attività corrispondente all’esercizio della proprietà o di altro diritto reale.

L’usucapione termina nel momento in cui il possessore del bene eserciti il proprio diritto con atti materiali o presentando una domanda di giudizio.

Per far valere il diritto di usucapione, è necessario che la situazione di possesso perduri per un termine stabilito:

  • 20 anni per gli immobili il cui possesso è stato acquisito in malafede;
  • 20 anni per altri diritti di godimento sull’immobile;
  • 20 anni nel caso di beni mobili;
  • 10 anni se il bene immobile è stato acquistato in buona fede attraverso un atto pubblico registrato;
  • 10 anni di possesso continuato per i beni mobili iscritti nei pubblici registri;
  • 3 anni dalla trascrizione per i beni mobili iscritti nei pubblici registri acquistati in buona fede da chi non ne è proprietario.

Per garantirsi il diritto di usucapione è necessario che il possesso rimanga ininterrotto, ovvero non venga interrotto per un periodo superiore ad un anno. Se il proprietario decidesse di riappropriarsi dei propri diritti sull’immobile o bene mobile e ne riprendesse il controllo per almeno un anno il termine per l’usucapione si interromperebbe.

Vi sono beni per cui non è consentito il diritto di usucapione, tra questi i beni demaniali, i beni patrimonio dello Stato o di altri enti territoriali, per esempio quelli di proprietà della Regione o della Provincia, sono beni non usucapiti quindi non è possibile appropriarsene sia in buona che male fede.

Per ricevere assistenza in materia di usucapione contatta ilmiostudio.eu, chiamaci oppure inviaci una email, saremo lieti di aiutarti.

 

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